Uno dei principali argomenti di discussione degli ultimi tempi, capace di appassionare in mille modi diversi i cosiddetti opinion leader della blogosfera, è quello dei Social Network, ovvero le "reti sociali", un vero e proprio fenomeno del mondo di Internet che sta raccogliendo sempre maggiori consensi, in special modo tra gli utenti italiani, ultimi arrivati in un coacervo di nazioni già ampiamente rappresentate.Per comprendere a fondo questo fenomeno, appartenente al cosiddetto "Web 2.0", che fa dell'interattività degli utenti il proprio punto di forza, abbiamo chiesto all'esperto Tommaso Sorchiotti di analizzare i Social Network e la conseguente attività di Social Networking dal punto di vista sociologico non senza fornire spunti o suggerimenti pratici. (N.d.R.).
I servizi cosiddetti Social Network non rappresentano solo un semplice sito web da visitare, ma cercano, da sempre, di essere un centro gravitazionale, un punto di ritrovo online, capace di attrarre persone con interessi comuni ed utenti interessati a mantenersi in stretto contatto con uno o più circoli di amici.
La stessa cosa è iniziata ad avvenire, e crescerà in maniera esponenziale nei prossimi anni (140 milioni di utenti nel 2013 secondo ABI Research), su terminali mobili e cellulari, attraverso quel fenomeno chiamato mobile Social Network.

La prospettiva è quella di ribaltare il tradizionale punto di partenza del web per sfruttare i limiti fisici di cellulari e smartphone, quali dimensione dello schermo, modalità di scrittura e velocità di trasmissione dati, come caratteristiche da cui partire per sviluppare piattaforme semplici ed immediate, creando nuove esperienze di utilizzo.
Ma le sfide più interessanti sono due, da giocare su livelli distinti.
Per prima cosa occorre capire come l’utente intende utilizzare un social network su mobile e cosa richiede sia presente al suo interno. La risposta sembrerebbe scontata: semplici applicazioni che permettono di condividere momenti, emozioni, esperienze e quant’altro con amici in qualsiasi momento, a fronte di un impegno e una intromissione tecnologica accettabili. In altre parole comunicare da qualsiasi parte del mondo a chiunque senza sentire il peso di questo processo. Le modalità con cui verrà tradotto questo principio possono essere tante e diverse tra loro. Sta agli sviluppatori scegliere la formula migliore per i prossimi progetti.
Non è da escludere che nuovi servizi possano creare in breve tempo nuovi fenomeni e nuove forme di comportamento, capaci di avvicinare le interazioni online con il mondo reale. Pensiamo al citizen journalism (ora predispongono veri e propri toolkit per gli “addetti ai lavori”) o più semplicemente al modo in cui si è affermato un servizio come lo scambio di SMS; sarebbe sbagliato pensare di avere già chiare le prospettive di diffusione ed utilizzo di un nuovo sistema di comunicazione in un mercato così vasto ed eterogeneo.
L’altro elemento su cui investire sono le caratteristiche uniche che offre il mondo mobile: onnipresenza, informazioni sulla posizione, creazione diretta di contenuti, accessi brevi e frequenti. Per questo forse il Mobile è il posto ideale per fare social networking. Ognuno di questi elementi offre sviluppi nuovi e stimolanti, oltre che significativi. Accanto a questioni non da poco, come la privacy e la consapevolezza nel gestire e filtrare le informazioni.
Già, lo sviluppo di nuovi servizi. Sappiamo bene che non esistono formule magiche e in questi anni gli esempi di successo sono abbastanza controversi. Da una parte abbiamo la filosofia ormai “Googliana” del Less is More. Twitter come esempio di social network è quanto di più semplice possa esistere: design essenziale, funzioni semplicissime ed impegno richiesto ridotto al minimo. Dall’altra parte abbiamo Facebook, con la tendenza di offrire tutto e anche di più (se pensiamo alla possibilità di aggiungere applicazioni esterne che un giorno non esistevano).

Il social network, secondo l’operatore telefonico O2, ha già distrutto la teoria di Milgram sui sei gradi di separazione, riducendoli a 3 soli (più che una legge da seguire una tendenza importante), ma le rivoluzioni che il mSN può portare nei prossimi anni sono di grandissimo interesse.
Come riportava Alberto D'Ottavi qualche tempo fa:
Cosa succederà, quindi, nel passaggio verso le Mobile Social Network? Il suo punto è che il cellulare ha la peculiarità di "annunciare" temporalità e spazialità. Non più quindi "Chi sono", la principale caratteristica di presence delle SN basate su Web, ma soprattutto "Dove sono" rispetto ai miei amici, e "Cosa sto facendo". Intrigantissimo.Se i servizi attuali hanno rilievo nella vita dei più giovani, i mSN hanno il potenziale per divenire fondamentali nella gestione delle amicizie (indistinte a questo punto tra online ed off line) e nella costruzione dell’identità personale della generazione Y. Dal modo di comunicare alla creazione dei contenuti, dal linguaggio alla condivisione totale della propria vita.
Ma, come al solito, occorre non limitarsi ai più giovani; pensiamo alle potenzialità in ambito business o medico/sanitario.
Raccogliendo le attività circoscritte ad un centro urbano o una particolare zona geografica, non è detto che non cambi il modo di vedere, visitare e vivere la propria città. Brightkite, evoluzione dello sfortunato DodgeBall, inizia a mostrare luoghi sconosciuti attraverso la visione dei nostri contatti. Impressionante a volte la prossimità virtuale che riesce ad esprimere.

Come felice possessore di iPhone (lo so che non è il massimo da confessare in uno spazio dedicato alla piattaforma mobile MS) trovo molto interessanti ShoZu, un aggregatore di SN e Facebook. Purtroppo la versione mobile non rende minimamente l’esperienza della versione per il melafonino (fresca di aggiornamento). E se esistono numerosi client Windows Mobile per Twitter (ecco un’ottima raccolta di Alfredo Morresi) non si può dire altrettanto per Facebook.
Un prodotto interessante è Zyb. Nato come servizio per il backup di agenda e contatti, sta progressivamente diventando un primo esempio (assieme al disperso Jaiku) di Social Phonebook, o come preferisco definirla, 2.0 Address Book. Attraverso l’applicazione java da installare sul terminale è possibile avere informazioni in tempo reale sullo stato, la disponibilità, gli impegni, la località e chiaramente il numero dei nostri contatti. I dati sono gestiti dal server: immaginiamo anche solo l’utilità di aggiornare i nostri contatti con un nuovo numero telefonico.
Molto promettente, nonostante le grandi aspirazioni, è il già citato Brightkite. Focalizzando l’attenzione sulla location, permette di condividere momenti, foto ed altro. Consideriamo che al momento siamo appena all’inizio. In Italia il merito di rendere attuale il tema è di Blinko e Buongiorno. Ma nuovi servizi nascono ogni giorno ed offrono differenti prospettive di utilizzo: nei prossimi mesi il mobile Social Network catturerà sempre più attenzione in Rete.
D’ora in poi nessuno potrà dire che se i ragazzi non escono di casa è colpa dei social network.
[Questo è un Guest Post di Tommaso Sorchiotti, docente e coautore con Alberto D'Ottavi del libro “Come si fa un blog 2.0”. È consulente per i media sociali ed autore per numerosi blog e magazine online, tra cui il suo Microblogging.it, punto di riferimento italiano per gli argomenti microblogging e lifestream]
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